LA MADONNA MISSIONARIA
La Madonna Missionaria… la Madonna Vagabonda… la Madone Torzeone… ha girato su e giù, giù e su, il Friuli come un aratro che, andata e ritorno, voglia frangere tutto il campo e prepararlo alla buona semina.
Siamo sul finire del giugno del 1946, a Udine si tenne la Settimana Sacerdotale Mariana, presso la Basilica della Madonna Missionaria, che ”…a differenza di Madonna Pellegrina, esprime non soltanto il modo, ma soprattutto lo scopo della Crociata”.
Ma è all’ inizio dell’ autunno 1946, nel corso della Settimana Mariana tenutasi a Padova, che mons. Guglielmo Biasutti ebbe l’ ispirazione di ideare a organizzare la ”Peregrinazione Mariae” (Crociata Mariana) simile al Grande Ritorno o Gran Retour francese. Lui era convinto che ”il Friuli è terra Buona, perché è di Maria… un fiore non nasce se non ne consente la nascita.” Infatti, dice ancora ”…come sia assai facile dimostrare che si deve a uno scatto di fede mariana la liberazione del Friuli medioevali… e la salvezza dagli errori luterani.”
È così che il presule pensò di attuare dal basso un primo esperimento individuando il luogo: Gemona, profondamente cristiana e devota a Maria Santissima ed un’ immagine mariana, quale era la Madonna del Friuli
Così a Gemona, dove dal 26 novembre del 1946 era iniziata la ”Missione Mariana” voluta dall’ arciprete mons. Monai, arrivò la statua della Madonna di Castelmonte soltanto il primo dicembre e vi rimase fino al giorno 9.
Partendo dalla Carraria di Cividale in un piovoso pomeriggio che pareva smorzare il fervore e macchiò di fangose pozzanghere le strade, il corteo parti alle 12.45.


La cosa si ripete di borgo in borgo e poi nella frazione di Rubignacco e nei paesi attraversati o no come Torreano scesa al ponte per cogliere in un attimo il sorriso della Madonna. Poi Togliano e Campeglio per giungere a Faedis che, tra i segni di tristi rovine della guerra, accompagna il corteo con una folta processione. Altre manifestazioni di grande devozione si ripetono a Ronchis, Povoletto, Salt, Godia, Molin Nuovo, Cavallicco e Adegliacco, con uomini e donne, giovani e ragazzi che pregano e piangono, acclamano e gettano fiori, supplicano e si prostrano. A Ribis pre Checo attende la Madonna bruna in mezzo ad un popolo osannate. Reana cona la sua banda e la gente si stringe tutta intorno a Maria. Tricesimo con Vergnacco e altre borgate è tutta fremente d’ attesa.
Lungo la pontebbana corrono le genti di Cassacco, a Collalto è affluito anche Treppo Grande, Buia, Magnano, poi il corteo ordinato entra ad Artegna, poi si avvia verso la Pieve di Gemona. Negli otto giorni che la Beata Statua passò nel solenne Duomo di Gemona furono tantissimi i pellegrini da ogni dove e che dire del trionfale ritorno attraverso Ospedaletto, Campagnola, Taboga, Campolessi per giungere ad Osoppo con imponente accoglienza di preparativi. Che dire poi di Buia che riceve regalmente Maria e di Tarcento. Il passaggio a Nimis fu commovente e poi ecco Attimis sotto il diluvio, Savorgnano e Ravosa sempre con gente che sbuca da ogni dove per vederla passare a Magredis e Ziracco. Al crepuscolo giunge a Remanzacco in un tripudio di luci, archi, finestre e cuori di luce. Stessa coreografia di Moimacco per poi giungere a Cividale dove alla Madonna si chiudono le porte del Duomo ed una folla si stringe attorno a lei.
Fu così che l’ esperimento di Gemona diede la prova convincente che la Madonna in veste di Missionaria avrebbe ravvivato la fede e provocato una diffusa e profonda riscossa spirituale, che era lo scopo a cui la Crociata mirava. A tal fine si ritenne
Indispensabile far eseguire una copia dell’Immagine di Castelmonte, che appariva baluardo della Fede e della Patria così cara ai Friulani.
Nei due mesi di lavoro dell’ artista ci fu un momento in cui si pensò di realizzare un’ immagine del tutto nuova, ma visti i tempi stretti, portò solo ad un mutamento delle tinte. Si era anche stabilito che l’ Immagine fosse portata a Roma per essere benedetta dal Santo Padre Pio XII. Alla viglia della partenza, fissata per sabato 8 febbraio 1947, alle ore 15, presso la Chiesa della Purità, la Statua viene benedetta da S. E. Mons. Nogara Arcivescovo di Udine. Al rientro da Roma, dopo aver sostato in vari luoghi Santi, fra cui la Basilica di Loreto, Pompei, Santuario di Montenero (Livorno) ed altri, torna alla ”Purità”.
Dal 1 Maggio 1949, fintanto che non fu completata la costruzione del Santuario, avvenuta nel 1953, dopo la posa della prima pietra del 4 Maggio 1952, la Sacra Immagine della Madonna Missionaria fu accolta nel Castello prospisciente.